Quanto si svaluta un’automobile nel tempo?

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Siete preoccupati dal fatto che la vostra vettura possa aver perso troppo valore nel corso degli ultimi anni? In questi casi, può tornare decisamente utile capire come si può calcolare in modo preciso e puntuale il valore residuo di un’auto in seguito a un determinato periodo di tempo.

Il primo passo è quello di avere bene in mente la definizione relativa al valore residuo. Ovvero, per quanto riguarda un’auto, si tratta di un valore che va identificare la percentuale del prezzo di listino che, dopo un certo periodo e in seguito a un determinato impiego, non fa altro che rappresentare il valore del bene in riferimento al mercato dell’usato. Come si può facilmente intuire, effettuare una stima molto precisa non è affatto semplice, dal momento che i fattori che vanno a condizionare il valore residuo sul mercato dell’usato sono numerosi.

Proviamo a capire meglio, quindi, gli aspetti che più sono condizionanti per stabilire il valore residuo di una vettura. Invece, nel caso del noleggio a lungo termine, non dovrai preoccuparti più di tanto della svalutazione della tua auto, ma questo è un altro discorso, che se vuoi approfondire puoi visitare il sito di Finrent.it e contattare il loro staff super preparato.

Quali fattori vanno a incidere

In primo luogo, l’anno di immatricolazione, che rappresenta il più importante parametro da considerare per la svalutazione. In secondo luogo, invece, troviamo il numero di chilometri complessivi che vengono percorsi, al fianco dell’anno di immatricolazione.

Non solo, dato che tra i fattori da valutare troviamo anche la marca, così come il modello della propria auto, visto che ci sono alcune vetture che tendono a perdere valore con il passare del tempo. Gli optionals fanno la differenza. Chi l’avrebbe mai detto? Eppure una vettura che è dotata di un buon numero di optionals, in confronto a una versione base, è senza ombra di dubbio molto più interessante e semplice da rivendere.

Un altro parametro che fa la differenza è lo stato di conservazione che, come si può facilmente intuire, è strettamente legato all’utilizzo, ma anche al numero dei proprietari dell’auto. Il grado di usura, infatti, può essere più o meno elevato in base a tutti questi aspetti. È inevitabile che bisogna fare riferimento in modo particolare allo stato in cui si trova la carrozzeria, ma anche le parti interne dell’auto, senza dimenticare anche lo stato delle componenti più importanti, come ad esempio il motore oppure la frizione, senza dimenticare le altre parti meccaniche di consumo.

Eventuali modifiche apportate alla carrozzeria piuttosto che al propulsore possono comportare un aumento oppure un calo del valore dell’auto, soprattutto se sono state realizzate rispettando quanto previsto dall’attuale normativa di riferimento. Anche la manutenzione va a incidere sul valore residuo di una vettura. Se avete fatto i tagliandi sempre rispettando i tempi corretti, ad esempio, il valore dell’auto sarà maggiore in confronto allo scenario in cui l’attività di manutenzione viene svolta in modo autonomo all’interno del proprio garage.

La perdita media di una vettura in un anno

Come si può facilmente intuire, quindi, ogni vettura tende a svalutarsi in base a una percentuale differente, che è inversamente proporzionale rispetto allo scorrere del tempo. Dando uno sguardo a tutti quei dati che riguardano la perdita di valore annuale, si parla di circa 2813 euro all’anno nel giro di 8 anni. Addirittura nei primi tre anni si può arrivare a una perdita pari a ben 5000 euro all’anno.La perdita media mensile è un altro dato su cui vale la pena riflettere, visto che si aggira intorno ai 234 euro al mese in 8 anni. Anche in questo caso, la perdita di valore nel primo triennio è quella più consistente, dal momento che può ammontare fino ad un massimo di 417 euro al mese. Inoltre, non c’è da considerare solo la svalutazione da un punto di vista temporale, dato che a incidere sul valore residuo sono anche i chilometri che vengono percorsi. Prendendo in considerazione i km di percorrenza media della vettura, ogni 5000 chilometri affrontati in più rispetto a certe stime, si parla di una perdita di circa l’1,5% del valore dell’auto.