Perché viaggiare? 5 ragioni per cui partire per un viaggio

Perché viaggiare- 5 ragione per cui partire per un viaggio

Perché viaggiare? La risposta sembrerebbe scontata, invece non lo è. La vacanza è diversa da un viaggio, e anche scappare dalla routine è solo uno dei motivi per allontanarsi da casa.

Abbiamo provato perciò a rispondere alla domanda con l’aiuto di Alessio e Giovanni, fondatori di Travellairs, il celebre blog di viaggi italiano dove trovare consigli e suggerimenti per organizzare e pianificare al meglio la propria avventura, cercando assieme una definizione di viaggio. Cesare Pavese diceva che viaggiare è una brutalità, perché bisogna essere fiduciosi verso gli stranieri e si vive costantemente in equilibrio.

Si rompono gli schemi e le abitudini, ma si ottiene un vantaggio: viaggiare è libertà.

Perché viaggiare è libertà

E questa è anche la prima ragione per cui partire per un viaggio. La nostra vita ci costringe a ritmi serrati, a monotone ripetizioni di azioni che spesso provocano stanchezza, svogliatezza, a volte addirittura depressione. Lavoro e vita familiare ficcati in giorni sempre uguali che impoveriscono la fantasia, affievoliscono il buon umore e contaminano la positività, diventano trappole in cui si svilisce il fine supremo di un individuo: la sua libertà.

Ma esiste la famosa spina che si stacca per mettere fine per un po’ alla routine. Basta puntare la sveglia, basta incontrare sempre le stesse persone, basta al traffico,  ai panni da lavare. E si progetta un viaggio che doni quella libertà che rigenera, che ricarica, che ci fa fare pace con noi stessi e con il mondo. Insomma la bellezza non di far niente, che non permette di ritrovare energie, ma di fare ciò che si vuole. E soprattutto scoprire che il mondo è immenso, e lo si prova assaggiandone un pezzo per volta.

Perché viaggiare? Per perdersi

“In viaggio la cosa migliore è perdersi. Quando ci si smarrisce, i progetti lasciano il posto alle sorprese” Nicolas Bouvier

Con questa citazione individuiamo la nostra seconda ragione per viaggiare: perdersi. Sì, avete letto bene. Per un viaggio veramente vissuto bisogna abbandonare l’organizzazione e il senso di controllo. Perché così non solo si scopriranno posti e persone nella loro vera dimensione di vita, usi, costumi e tradizioni, lingua e abitudini, stile ed eleganza. Si scoprirà anche un nuovo lato di sé, che a casa resta nascosto, sedato. Quel lato è quello che urla quando ci si sente fiaccati dalla routine. Perdersi anche in senso metaforico quindi.

Perché viaggiare? Per cambiare

Certamente questa è la ragione più bella. Un viaggio ci cambia e ci migliora. Ci dà occasione di confronto con altre realtà, altre culture e ci restituisce umiltà. Ci si rende conto di quanto è piccolo il posto che occupiamo nel mondo, di quanto è piccola la nostra conoscenza, di quanti pregiudizi o credenze avevamo ed erano sbagliate. E di quanto magari siamo fortunati a vivere a est piuttosto che a ovest, a sud piuttosto che a nord. Ci fa apprezzare di più la vita, addrizzando il timone verso la gratitudine.

Perché viaggiare? Per sognare

Ci sono viaggi che sogniamo tutta la vita, e poi si traducono in realtà, ma sembra ancora di sognare. Ha poco a che fare con la bellezza di posti o con lì eleganza di hotel o ristoranti. La magia deriva da scoprire che ci sono culture così diverse dalla nostra, a portata di mano. La scoperta di nuovi orizzonti ci solleva da terra e tra le nuvole nascono i sogni migliori.

Perché viaggiare? Per tornare

Sembra la parte negativa, invece in ritorno fa pienamente parte del viaggio. Perché si rientra diversi, cresciuti e migliorati. Ricominciare il nostro cammino con tutte le nostre fatiche, ma anche con la ricchezza della nostra nuova forza, con la bellezza dei nostri nuovi occhi, con rinnovato vigore sarà come scoprire un posto diverso ogni volta.